
Aspetto di passarti a prendere per andare sulla spiaggia. Ti ho detto le tre e ora avrei voluto averti detto le due, l’una, adesso. Mi tremano le mani all’idea di salire in macchina e guidare fino a casa tua, mi trema il cuore al pensiero di vederti seduta accanto a me, per la prima volta senza nessuna scusa e solo perché abbiamo deciso di stare insieme.
Ti penso e vorrei essere già con te, eppure ho paura.
Non ci siamo ancora viste e già mi accorgo di averti raccontato la prima bugia.
Adoro il mare d’inverno, la spiaggia vuota, il colore intenso dell’acqua che riflette il cielo, il freddo delle onde che mi lambiscono i piedi mentre cammino sola sul bagnasciuga respirando un profumo che è insieme passato e futuro. Non è per questo però che ti ho chiesto di venire sulla spiaggia.
Ho scelto semplicemente e vigliaccamente un luogo, dove potevamo essere lontano da occhi indiscreti e da parole taglienti.
Ti rendi conto con chi stai per uscire?
Ho sempre giudicato il timore di Marco per i giudizi degli altri. Ho odiato quando mi diceva: “Per favore vedi di essere presentabile stasera, c’è anche il direttore e io voglio poter essere orgoglioso di mia moglie.” Odiavo la sua formalità senza sostanza. Eppure adesso vorrei poter scappare con te dall’altra parte del mondo, dove nessuno ci conosce, dove nessuno sa i nostri nomi.
Forse anche lì non ci sarebbe differenza, saremmo comunque diverse nel nostro desiderio l’una dell’altra. Saremmo comunque allontanate e giudicate, bandite da una società, dove tutto è definito anche quello che devono provare i nostri cuori.
C’è davvero il male in ciò che provo per te? Nel mio desiderio di parlarti e ascoltarti, nella mia voglia di toccarti e di baciare le tue labbra piccole e rosse?
Perché devo vergognarmi? A chi tolgo qualcosa nel farlo? Chi offendo?
L’amore che provo per te mi rende una sorella meno amorevole? Una zia meno presente? Un’amica meno fidata? Una terapeuta meno attenta e competente?
Ci provo Lucia, a ogni respiro tento di convincermi che non è così, che sono ancora io, che anzi forse è la prima volta che sono davvero me stessa.
Con te e per te o forse grazie a te.
Nel silenzio dei nostri incontri i tuoi occhi mi hanno parlato e la stretta della tua mano mi ha detto che tu eri lì per me e solo per me, come mai nessun altro prima di te.
Ecco le lancette corrono adesso e io devo rimettere insieme i pensieri e il cuore, cambiarmi e salire in macchina per venire da te. Qualsiasi cosa succeda, so che questo viaggio mi sta portando nel posto giusto, perché non potrei essere altrove che con te.
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