
Quello tra me e Francesca è un rapporto speciale, non siamo solo zia e nipote, siamo anime affini e ci prendiamo cura l’una dell’altra.
Io mi preoccupo dei suoi bisogni fisici e lei nutre il mio cuore e mi dona ogni giorno la forza per andare avanti.
Mi ricordo ancora il giorno in cui mia sorella Cristina mi disse di essere incinta. I suoi occhi brillavano e le sue guance erano rosse per l’emozione.
Dentro di me sentii una piccola puntura, dritta nel cuore. Ero felice per lei, ma ero anche gelosa di quella sua gravidanza inaspettata e prematura insieme con un uomo conosciuto da pochi mesi.
Mi sono pentita mille volte di quel sentimento così ingiusto rispetto alla sua gioia tanto pura, ma non posso mentire a me stessa, avrei voluto essere al suo posto.
Desideravo avere il suo entusiasmo e la sua vitalità che non conosceva la paura del domani.
Io invece avevo sempre tanti dubbi, avevo bisogno di pensare a ogni cosa mille volte prima di prendere una decisione, ero perennemente insicura.
Il giorno del parto le mie mani tremavano ed erano fredde come il marmo, mentre massaggiavo la schiena di Cristina e cercavo di sostenerla durante il travaglio.
Lei urlava e continuava a ripetermi che quel dolore era troppo forte e che non ce la poteva fare a sostenerlo.
Io la incoraggiavo e le dicevo di respirare, ma in verità avrei voluto solo piangere.
Sentivo la sua pena come fosse la mia e il non poterla aiutare mi dilaniava.
Il parto fu lungo, tanto che i medici arrivarono a pensare di procedere con un taglio cesareo.
Mia sorella piangeva per il dolore, la confusione e la paura di perdere quella bimba tanto desiderata. Dentro di me c’era solo una preghiera silenziosa e costante verso una forza più grande che potesse salvare quel piccolo essere che ancora non aveva visto la luce.
Fu un miracolo. Mentre già la stavano preparando per la sala operatoria le contrazioni della fase espulsiva si fecero più forti e in pochi minuti Francesca aprì gli occhi sul mondo.
Era piccola, rugosa, rossa con due occhi enormi. Da quel momento il blu dei suoi occhi è rimasto stampato dentro di me per sempre.
I neonati hanno gli occhi di un colore magico, che incanta il cuore e ci ricorda che siamo tutti delle stelle venute dal cielo.
La felicità della sua nascita però, lasciò presto il posto alla preoccupazione per la salute mentale di mia sorella.
La depressione post partum le tolse le forze, la pazienza, la gioia di vivere e perfino il desiderio di curarsi della sua bambina.
I medici ci dissero che aveva bisogno di essere aiutata e così a turno, io e sua suocera, andavamo a casa sua e ci occupavamo della piccola.
Francesca cresceva sorridente e tranquilla, ignara del disagio che la sua presenza provocava a sua madre.
Tenerla in braccio mi dava un senso di pace e pienezza che non avevo mai provato.
Mi sembrava che il tempo si fermasse per ascoltare il suo respiro leggero e che due grandi braccia ci cullassero entrambe.
Il suo pianto invece mi scuoteva e allarmava e per non farla disperare cercavo di prevenire tutti i suoi bisogni.
Ero in costante ascolto per cogliere ogni cambiamento del suo umore. Chissà forse era la nostra empatia a permettermi di sentirla, anche se non ero sua madre.
In un angolo del mio cuore, lei per me è anche mia figlia.
Cristina lo sa e a volte è gelosa del nostro rapporto. Una volta mi ha accusato di avergliela rubata.
Le sue parole mi sono scivolate amare nella gola e mi hanno fatto ricordare la mia invidia.
L’ho abbracciata e le ho chiesto scusa.
Allora abbiamo pianto tutte e due come due sciocche e poi abbiamo riso fino ad avere di nuovo le lacrime agli occhi. Cristina e Francesca sono la mia famiglia.
2 commenti:
Sto imparando ad usare i blog e subito dopo diventero' tua seguace qui.
Intanto vado a votarti su perfiducia, mi piace veramente quello che scrivi
humay
Grazie!
Sono felice che questo blog stia diventando un mezzo di contatto con gli altri autori.
Questo è il motivo per cui ho deciso di iscrivermi al gioco di Perfiducia.
Aver la possibilità di confrontarmi con gli altri su ciò che scrivo e di leggere le loro storie e i loro pensieri.
Starai anche imparando a usare i blog ma il tuo è veramente di effetto tra foto e parole;)
Anche per me è la prima volta e, malgrado fossi scettica, lo trovo divertente!
A presto:)
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